LA COPPA PIEMONTE E’ DEGLI AZZURRI!

Romentinese & Cerano-USD LG Trino-0-1 (47’ Lasagna)

Romentinese & Cerano: Capetta, Battaglia, Xhixha, Mor (Cap.), Francisco, Gambacorta, Bellino, Manfredda, Sorintano, Borrini, Repossini. A disp: Aime, Barile, Annovazzi, Castano, Marzolla, Bolognino, Baldi, Sanchirico. All: Paglino.

USD LG Trino: Crittino, Barone, Bergamini, Hoxhaj, Di Luca, Bianco, Chiaria, Buscaglia, Zanoni, Troplini (Cap.), Lasagna. A disp: Pala, Imarisio, Anselmo, Masuero (dal 35’s.t.), Norocea (dal 5’s.t.). All: Lasagna-Cossa.

Primo tempo: Romentinese & Cerano-USD LG Trino-0-0

Corner: Romentinese & Cerano-USD LG Trino-3-4

Ammonizioni: Romentinese & Cerano-USD LG Trino-0-1 (20’s.t. Bianco)

Espulsioni: Romentinese & Cerano-USD LG Trino-0-0

Note: Marco Hoxhaj premiato come MVP della finale.

Bollengo (TO) – E il sogno diventa realtà. Le ultime due stagioni disputate da questi ragazzi assomigliano tanto ad una bella favola, chiusa dal più classico dei lieto fine. Sono numeri importanti, che meritano di essere sottolineati prima di addentrarci nella cronaca di una partita oltremodo romanzesca. Due campionati vinti consecutivamente (Giovanissimi ed Allievi) ed una Coppa Piemonte vinta entrando “di forza” nella storia del club. Mai nessuna compagine del vivaio dell’LG Trino prima di oggi era entrata in una finale di Coppa Regionale e mai nessuna (ovviamente) l’aveva vinta! Se a tutto questo sommiamo le cifre da record che il gruppo ha messo insieme da settembre ad oggi (due sole sconfitte in gare ufficiali ed in tornei disputati), diventa fin troppo facile esagerare con gli aggettivi qualificativi. Ecco perché le parole di mister Lasagna a fine match, dicono tutto in maniera semplice ed estremamente sincera: “Cosa devo ancora dire a questi ragazzi? Grazie per l’impegno, per la pazienza, per il lavoro e la disponibilità. Grazie al mio più stretto collaboratore Gigi Cossa, e grazie ai dirigenti Buscaglia, Barone e Bellezza. Inoltre, un plauso va fatto alla società, che ci ha sempre messo nelle condizioni ideali per svolgere il nostro lavoro. Oggi abbiamo approcciato la partita con tre ragazzi del 2004 ed uno del 2005, che ci hanno dato una grossa mano entrando immediatamente in un contesto fatto di sacrificio e di spirito di gruppo. Siamo entrati nella storia dell’LG Trino, ancora non ci credo, ma posso affermare che in fin dei conti ce lo siamo meritato”. Oggi, di fronte agli azzurri c’era una squadra altrettanto forte. Una Romentinese & Cerano forte in difesa e ben organizzata nella fase offensiva. La squalifica di Tafa ha indubbiamente tolto qualcosa al team novarese, ma se entriamo nell’argomento-assenti, anche il Trino può dire la sua: Buzov, Bellezza, Greca, Daniciuc, Arionello e Ndreka. Mister Lasagna schiera la sua squadra con un 4-3-1-2. Crittino tra i pali; Hoxhaj, Barone, Bergamini, Di Luca in difesa; Bianco, Troplini, Buscaglia in mediana; Lasagna dietro alle due punte che sono Zanoni e Chiaria. Nel corso del primo minuto gli azzurri provano a sorprendere gli avversari con un lancio millimetrico di Bergamini che scova Chiaria a centro area. Il numero sette del Trino è fermato dalla segnalazione del primo collaboratore del direttore di gara. La “terna” torinese ha diretto bene e l’arbitro centrale ha adottato un metro di giudizio che ha permesso il gioco maschio, ma comunque corretto. Va detto che in una finale di Coppa è più unico che raro veder sventolare un solo cartellino giallo. Merito dei ragazzi, dei rispettivi staff e del pubblico, tutti estremamente corretti e sportivi. Al minuto dieci iniziativa estemporanea di Sorintano. Destro violento dalla distanza e Crittino deve esibirsi in una deviazione in corner (ad una mano) che ha del miracoloso. Al dodicesimo bella ripartenza azzurra iniziata da Zanoni e rifinita per Lasagna che viene anticipato da Capetta in uscita. Al ventesimo cambiano le condizioni climatiche della finale. Temporale e pioggia battente, ma soprattutto un vento fastidioso che soffia alle spalle della Romentinese & Cerano. Al 23’ i rosso-verdi arrivano ad un passo dal vantaggio. La stoccata di Borrini è a colpo sicuro: Barone si immola deviando in calcio d’angolo a Crittino battuto. Al 25’ ci prova Lasagna dal limite: Capetta para centralmente. Al 31’ è Chiaria a disimpegnarsi egregiamente sui 18 metri. Controllo e pallonetto al volo che ha il solo difetto di essere centrale. Si va al riposo sullo zero a zero. Quando le squadre tornano in campo il Sole è tornato a far capolino tra le nuvole e l’arcobaleno sembra indicare la via della vittoria. Punizione di Bergamini (3’) e colpo di testa di Chiaria in precario equilibrio; il pallone sfila ad un palmo dal palo novarese. Al quinto termina la generosa gara di Zanoni. Al suo posto entra Norocea e la fisicità del bomber fa alzare di colpo i radar della difesa rosso-verde. Calcio d’angolo per il Trino al minuto sette. Lo calcia Troplini con la sfera che arriva nei pressi del primo palo. Si innesca una mischia furibonda e Lasagna scocca il destro che decide la finale. E’ il più classico dei gol di rapina stile Pippo Inzaghi! La Romentinese & Cerano sembra accusare il colpo. Al nono Chiaria dal limite sfiora letteralmente il 2-0. La reazione novarese passa da un calcio piazzato conquistato grazie ad un fallo ingenuo commesso da Bianco. Il destro di Gambacorta è fermato in bello stile da Crittino. Troplini al 15’ da 25 metri sfiora l’incrocio dei pali ed al minuto 19 la punizione da sinistra calciata da Borrini, è respinta di pugno da Crittino. Tra il 28’ ed il 32’ il Trino sfiora due volte il raddoppio in contropiede. Norocea-Lasagna-Chiaria e diagonale deviato in calcio d’angolo. Buscaglia di collo pieno impegna severamente il portiere avversario. Al 34’ l’assalto della Romentinese & Cerano si fa importante. Un destro dal limite termina alto di poco. Masuero per Chiaria al 35’ e dopo due minuti di recupero può iniziare la festa degli azzurri. Ad integrare la vittoria in Coppa Piemonte (squadra premiata dal vice-presidente del Comitato Regionale, Gianni Baldin), il riconoscimento assegnato a Marco Hoxhaj come miglior giocatore della finale.

LE PAGELLE DEGLI AZZURRI

Crittino, voto 7. Al rientro dopo un infortunio che gli aveva negato la semifinale. Negli ultimi minuti presidia l’area di rigore salvando sui ripetuti assalti della Ro-Ce. Al decimo del primo tempo compie un intervento miracoloso che indirizza la finale.

Barone, voto 7,5. La coppia centrale della difesa azzurra si riscatta dopo una semifinale in chiaro-scuro. Barone esce da gladiatore dalla battaglia. Palla al piede e testa alta. Pallone in tribuna quando serve. Dominatore della retroguardia trinese.

Bergamini, voto 7,5. Come sopra. Qualcosa in meno nei contrasti, ma se si parla di qualità… Un sinistro educato che alla fine fa la differenza e che in fin dei conti, ha portato il Trino in finale.

Di Luca, voto 7. Sulla sinistra disputa una gara attenta e scrupolosa. Non si passa dalla sua parte perché sfoggia una tempistica negli interventi praticamente perfetta, senza ricorrere al fallo tattico.

Hoxhaj, voto 8. E non perché viene votato MVP del match. Marco è il simbolo di questa squadra. Cuore, fisico e forza di volontà. Concentrazione e cattiveria. C’è tutto il campionario di chi la Coppa non è venuto a giocarla, ma a vincerla!

Buscaglia, voto 6,5. Tatticamente sono i centrocampisti a soffrire di più. Il perché era chiaro già sette giorni fa. Squadre lunghe e qualità offensiva degli avversari da far alzare il livello di sofferenza. Alla fine, chi la dura la vince… e quel destro al 32’ meritava maggior sorte.

Bianco, voto 6,5. E’ l’azzurro che soffre di più. Ma il suo contributo c’è, oggi come in tutto il campionato. Ci sta che, accompagnata da una flessione fisica, ci sia un po’ di confusione, soprattutto se il ragazzo fa della qualità la sua arma migliore.

Troplini, voto 6,5. Combatte e lotta come sempre. Fatica a trovare il ritmo e la posizione, ma poi diventa un fattore importante sul match. Imprescindibile nel destino di questa squadra.

Masuero, voto 6. Sette minuti di lotta, giocati con estrema lucidità.

Zanoni, voto 6,5. Il ragazzo è il bomber dei Giovanissimi 2005. Prova a lasciare il segno in una finale storica per lui e per il club. Si batte con coraggio fino allo stremo delle forze. Se Norocea trova una difesa più stanca, il merito è soprattutto suo.

Chiaria, voto 6,5. Gioca dopo un mese trascorso ai box. Non è al meglio e si vede, soprattutto nei primi minuti quando “testa” il ginocchio negli scatti e nei contrasti. In pratica è al 50%, ma quando affonda si vede che ha i numeri per far male alla difesa della Ro-Ce.

Norocea, voto 6,5. Vederlo in precarie condizioni non fa bene al cuore. Tuttavia, quando entra in campo la partita cambia perché la difesa (e non solo) della Ro-Ce diventa molto più preoccupata. Dal suo piede parte l’azione che al 28’ della ripresa poteva chiudere la partita.

Lasagna, voto 8. The Man of the Match. Non potrà mai essere una punta di peso e sostanza. Non potrà mai essere un lottatore nelle aree di rigore. Tuttavia, Ricky dispone di una qualità che nel calcio può fare la differenza ed oggi l’ha fatta. Lasagna è un rapinatore del gol. E’ uno alla Pippo Inzaghi, che nei 18 metri avversari “vede” la porta, si fa trovare al posto giusto e non perdona il portiere. Oggi l’ha risolta lui. Il giocatore che non ti aspetti, ma che c’è sempre. Al gol oggi va sommata una condotta di gara attenta e disciplinata in un inedito ruolo da trequartista.