Partite

Verso il derby: una partita indimenticabile

C’è una domenica, dentro il calendario spesso dimenticato dell’Eccellenza piemontese, che col tempo ha acquisito un significato speciale. Una partita che allora sembrava “solo” un derby: acceso, combattuto, importante quanto può esserlo una sfida di novembre.

Il 1° novembre 2015
a Trino c’era il sole ma soffiava un vento tagliente, quello che arriva dal nord e che al “Picco” sembra correre lungo le gradinate come un narratore impaziente in cerca di attenzione. Il pubblico era quello delle occasioni vere. E qualcuno già sussurrava che nel Casale giocasse un brasiliano bravo davvero, arrivato da lontano, giovane, ma già con una vita intensa alle spalle, uno con i piedi buoni e l’aria un po’ distratta. Ma nessuno immaginava che quel ragazzo, anni dopo, avrebbe camminato dentro San Siro in Champions League.
Si chiamava Junior Messias.
E quel pomeriggio, tra i contrasti e il rumore dei tacchetti, si muoveva leggero, come se avesse dentro una musica tutta sua.

Il Trino parte forte
La partita si accende presto. Dopo appena sedici minuti, su un angolo, la palla finisce dalle parti di Dylan Kambo, arrivato da Marsiglia. Un controllo minimo, un tiro ravvicinato, la rete che si gonfia. 1-0 Trino.
Il Casale prova a reagire. Quando punta la porta, inevitabilmente il pallone passa dai piedi di Messias. Tocchi brevi, accelerazioni, qualche invenzione. Ma il Trino è attento, compatto, e quando riparte lo fa senza sprecare nulla.
La seconda fiammata arriva alla mezz’ora: Gagna affonda il diagonale del 2-0. La palla bacia l’angolo lontano e il “Picco” esplode. Per un attimo sembra che la storia abbia già scelto la sua strada.

La punizione che riapre tutto
Poi succede ciò che capita quando in campo c’è un giocatore diverso dagli altri. A pochi minuti dall’intervallo, il Casale si guadagna una punizione dal limite. Messias sistema la palla, osserva la barriera, guarda il portiere.
Parte, colpisce, disegna una traiettoria perfetta. 2-1. Il vento cambia. La partita anche.

Ripresa: assedio e resistenza
Nel secondo tempo il Casale alza i giri. Messias e Birolo provano a tagliare la difesa del Trino con movimenti continui, piccoli spiragli, accelerazioni improvvise.
La squadra di casa però resiste. Tiene botta. Moretto compie un paio di interventi decisivi che valgono quasi un gol.
È un lungo braccio di ferro, un derby che vive di contrasti, seconde palle, ritmo e cuore.

L’89’: il gol dell’ex
Quando la stanchezza sembra rallentare tutto, il Trino trova ancora energie in un contropiede. È un’azione rapida, pulita. La palla arriva a Russo, che vede Carlucci fuori dai pali e lo scavalca con un pallonetto preciso. 3-1.
Il pubblico salta in piedi. Ma la storia non è finita.

Un finale che toglie il fiato
Al 93’, Birolo firma il 3-2. Si riparte in fretta, non c’è tempo da perdere.
Un minuto dopo, Messias riceve al limite. Controlla. Punta la porta. Calcia. Silenzio. Il pubblico trattiene il fiato. La palla sfila di poco sul fondo.
È l’ultima occasione. Il “Picco” può finalmente respirare: il Trino ha vinto, e se c’è un protagonista nascosto, quasi invisibile agli occhi della cronaca di quel pomeriggio, quello è Davide Gamba, l’allenatore biancoblu. Colui che ha letto la partita con precisione chirurgica, senza concedere spazi al Casale e colpendolo sulle ripartenze.

La partita che oggi leggiamo con altri occhi
Quel giorno fu una grande impresa. Il Trino che batte la capolista, che la spinge giù dal primo posto, che si prende un derby intenso fino all’ultimo secondo. Ma oggi quel pomeriggio ha un sapore diverso.
Perché in mezzo alla confusione, all’agonismo, al freddo, stava passando un ragazzo che di lì a qualche anno avrebbe scalato tutte le categorie del calcio italiano. Dalla Eccellenza alla Serie D, dalla Serie C alla A, fino alla Champions League, fino alla maglia del Milan.
Quel ragazzo era Junior Messias.

E allora Trino – Casale del 1° novembre 2015 non è soltanto un derby combattuto.
È la fotografia di un destino che attraversava in silenzio il Piemonte, mentre il calcio di provincia – come spesso accade – custodiva una storia incredibile senza sapere davvero di averla tra le mani.


Verso il derby: l’uomo che ha segnato due storie

Domenica è giorno di derby: Trino contro Casale.
E i derby non sono mai partite come le altre: sono emozioni da una e dall’altra parte. Mettono in scena tutto quello che il calcio custodisce — orgoglio, memoria, rivalità — e riportano a galla storie che nessun risultato potrà mai cancellare.

Perché Trino e Casale, separate da pochi chilometri e da un secolo di calcio vissuto a modo loro, hanno sempre condiviso più di quanto si dica. Lo raccontano i giocatori che, negli anni, hanno attraversato quel confine sottile e simbolico: da Stefano Melchiori, intelligenza tattica e talento, a Gianluca Soragna, cuore, sostanza e gol pesanti; fino ad arrivare agli interpreti di oggi, Luca Vergnasco e Gabriele Passannante.
E ogni volta che un giocatore passa da una sponda all’altra, la storia si arricchisce: le maglie possono essere diverse, i colori opposti, ma il calcio, quello vero, ha una sola lingua.

Tra tutti questi nomi, però, ce n’è uno che li contiene idealmente tutti. Uno che non ha soltanto vestito le due maglie: le ha attraversate, trasformandole, lasciando un segno che ancora oggi si percepisce quando l’aria del derby vibra un po’ di più. Il suo nome è Romano Vizia.

Non tutti i calciatori lasciano una scia. Alcuni passano, altri rimangono come impronte leggere. E poi ce ne sono pochi, pochissimi, che invece fanno un’altra cosa: spostano l’aria. Quando entrano in campo senti che qualcosa cambia, come quando una porta si apre e per un istante la stanza respira diversamente. Romano Vizia era uno di quelli.
Non perché fosse il più elegante o il più celebrato. Ma perché aveva quel modo di guardare il campo con la fermezza di chi non cerca la gloria: cerca il varco. Il momento. L’attimo in cui la partita, improvvisamente, può diventare sua. Da Palazzolo alla pianura che sfuma verso il Monferrato, da Trino a Casale, il suo nome circolava così: non come un mito, non come un ricordo, ma come un passaparola: “L’hai visto, Vizia? Quello là… quello che parte e non lo fermi più.”

C’era un modo tutto suo di prendere velocità.
Non era scatto, non era eleganza. Era determinazione pura, la testa un po’ bassa, le spalle pronte a fendere l’aria, come se ogni corsa fosse la prosecuzione naturale della sua vita: diritta, senza deviazioni inutili.
Arrivò a Trino da ragazzo, quando la maglia biancoblu era una promessa più che un colore. E capì subito cosa significava: impegno, sacrificio, appartenenza.

Poi il destino gli mise in mano un’altra maglia, quella nerostellata del Casale.
E lì successe qualcosa che chi lo ha visto non ha mai dimenticato. Romano non cambiò modo di giocare: continuava a fare quello che gli veniva naturale, come se il campo del Palli lo chiamasse per nome. Ma in quella cornice ogni suo gesto sembrava risuonare più forte. Segnava gol che erano racconti: bordate, accelerazioni, colpi di testa che facevano vibrare le ringhiere. E la gente, guardandolo, capì subito che quel ragazzo della pianura aveva un istinto capace di spostare le partite.

Uno dei fotogrammi più preziosi della sua storia è stampato nella memoria di un’intera generazione.
Una domenica limpida d’inverno. Le tribune colme, il fiato che si vede nell’aria, il brusio che precede le partite che valgono davvero.
Palla che vola alta, altissima.
E lui, Romano, che parte come se la vita lo spingesse dalla schiena. Una trattenuta, un contatto, un equilibrio che sembra spezzarsi e invece si ricompone in un istante. Tiro. La rete che si gonfia. E un boato che non è un boato: è un abbraccio, una promessa, una città che si solleva per qualche secondo da terra. Quel giorno, diranno poi, Vizia non segnò semplicemente un gol. Ne cambiò il destino.
Eppure la sua storia non è tutta dentro un’area di rigore.
Ha visto club importanti, maglie pesanti, stadi che fanno tremare le gambe. Ha conosciuto la grande Italia del calcio che si muoveva veloce, che cercava, che sperimentava. Ma ogni volta, in un modo o nell’altro, Romano tornava qui: nella pianura dove la domenica ha ancora un suono preciso, nei campi che odorano di silenzio e fatica.

Quando smise di giocare, cominciò davvero a restituire.
Sui campi del Vercellese e del Monferrato prese per mano ragazzi che avevano sogni fragili e gambe irrequiete. Non li plasmava: li ascoltava. Capiva da un gesto cosa potevano diventare. E li lasciava crescere, forti e sicuri, come fa chi sa che il calcio, prima di tutto, è educazione.

Poi arrivò quella sua stagione memorabile: il Trino della Promozione 1990-91.
Una squadra costruita sul lavoro, sulla coesione, su un’idea chiara che tutti riconoscevano senza bisogno di parole.
Affrontò avversarie complicate, piazze più grandi, squadre dal passato ingombrante. E lo fece con una direzione tecnica limpida, quasi chirurgica: il calcio come responsabilità, non come improvvisazione.
Il campo parlò: il suo Trino era vivo, riconoscibile, rispettato.

Per questo oggi, quando si pronuncia il nome Romano Vizia, non si pensa solo ai gol, alle maglie, alle classifiche.
Si pensa a un uomo che ha camminato accanto al calcio come si cammina accanto a un amico: senza strepiti, senza vanità.
Un uomo appartenuto a due città, due squadre, due mondi. E che, ancora oggi, sembra entrare in campo ogni volta che qualcuno racconta di lui. Perché certi giocatori, anche quando l’arbitro ha già fischiato la fine, continuano a spostare l’aria.

Domenica derby con il Casale

Proseguono gli allenamenti della prima squadra agli ordini di Davide Modenese in vista del derby contro il Casale, in programma domenica 23 novembre alle 14.30 al “Roberto Picco”.

La squadra prepara la sfida con attenzione e lo fa con una buona notizia: Vincius Baggio e il capitano João Brugnera, tornati in campo domenica, saranno regolarmente a disposizione anche per questo match.

Si annuncia una cornice di pubblico importante nello stadio di casa, con i tifosi biancoblu pronti a sostenere l’LB Trino in una partita sentita ma che non sarà ancora decisiva per il futuro della stagione.

Nell’immagine, un’azione della partita giocata a Trino la scorsa stagione.


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Match review: un buon punto sotto la pioggia

LB Trino – Juventus Domo 2-2 (1-1)
11’ rig. Zani (JUV), 20’ Volpatto (TRI), 54’ Cerutti (JUV), 78’ Mercandino (TRI)

LB Trino
Beskorovaynyy, Giolo, Pomati, Meo Defilippi (dal 76’ Brugnera), Buscaglia (dall’82’ Baggio), Ndiaye, Petrocelli, F. Carrese, Porta (dal 61’ Passannante), Volpatto (dall’86’ Balocco), Apollo (dal 61’ Mercandino)
A disposizione: Cascardo, M. Carrese, Ciraulo, Onorato
Allenatore: Davide Modenese

Juventus Domo
Vittoni, Ghezza, Di Domenico, Brandini, Pastorelli, Pisanello, Cerutti, Vanzan, Zani, De Bei, Aglio (dall’82’ Suppa)
A disposizione: Oliveto, Jdi, Gazza, Comazzi, Vischi, Paci
Allenatore: Michael Nino

Sotto una pioggia fitta
e su un campo appesantito, l’LB Trino conquista un pareggio importante contro la Juventus Domo, al termine di una gara intensa e segnata da episodi determinanti. Gli ospiti passano al 10’: conclusione di Aglio, pallone che incoccia il braccio di Ndiaye e rigore assegnato su indicazione dell’assistente. Zani realizza dal dischetto.

La reazione trinese è immediata. Al 19’ Carrese prolunga un corner per Ndiaye, che sfiora l’impatto. Un minuto più tardi arriva il meritato 1-1: Apollo lavora bene sulla fascia e serve un pallone preciso per Volpatto, che finalizza con freddezza. La Juventus Domo prova a replicare con Pisanello, mentre l’LB Trino sfiora il vantaggio in una mischia risolta senza esito da Meo Defilippi. Al 33’ gli ospiti protestano per un episodio in area, ma l’arbitro lascia giocare.

La ripresa si apre con due buone occasioni biancoblu: Apollo sfiora il palo al 51’, Cerutti ci va vicino un minuto dopo. Al 54’ la Juventus Domo torna avanti in un’azione confusa, nata da un tocco dell’arbitro sul quale il gioco prosegue: la conclusione successiva viene deviata da Cerutti e finisce in rete.

L’LB Trino mantiene ordine e convinzione, trovando il 2-2 al 78’: Brugnera serve un pallone teso per Petrocelli, il portiere respinge e Mercandino — appena entrato — si avventa sulla seconda palla depositandola in porta. All’80’ Aglio prova a sorprendere la difesa, ma il portiere trinese interviene con sicurezza.

Nel dopo partita, mister Modenese mette in evidenza la solidità mentale della squadra: andare due volte sotto e rientrare sempre in carreggiata, su un campo difficile e contro un avversario di qualità, è un segnale importante. Il tecnico valuta positivamente il punto, che dà continuità al successo della settimana precedente e conferma la crescita del gruppo. Sugli episodi arbitrali rileva come il rigore sia arrivato su segnalazione dell’assistente, mentre il secondo gol ospite nasca da un’azione che avrebbe dovuto essere interrotta dopo il tocco dell’arbitro. Pur accettando le decisioni, sottolinea la prestazione convincente dei suoi e guarda con ottimismo ai prossimi impegni.

Modenese evidenzia anche l’impatto dei rientri: con quasi tutta la rosa a disposizione, la qualità dei cambi ha inciso sul finale di gara, come dimostrano l’inserimento puntuale di Mercandino e le giocate di Brugnera. Su campi pesanti, avere più soluzioni fa la differenza.

Domenica, al “Picco”, si rinnova la sfida con il Casale: il Trino si presenterà con determinazione, consapevole dei propri mezzi e pronto a giocarsi con orgoglio una partita attesa da tutta la piazza.


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Matchday: LB Trino vs Juventus Domo

Oggi alle 14.30 va in scena una delle sfide più attese della giornata: LB Trino contro Juventus Domo, terza contro seconda del girone A. I biancoblu hanno avuto un’intera settimana per preparare l’incontro, con lo staff tecnico che valuterà solo all’ultimo momento le condizioni di João Brugnera e Ibrahima Ndiaye. La partita vale molto con in palio punti pesanti per la zona di vertice.

Gli avversari
La Juventus Domo, fondata nel 1929, è la principale realtà calcistica del VCO. Ha conosciuto anche i campionati professionistici tra Serie C e Serie C2 e oggi milita stabilmente in Promozione, mantenendo un’identità solida e un’organizzazione di livello. Disputa le gare interne allo stadio “Silvestro Curotti” e può contare su una rosa esperta e abituata a gestire le partite importanti, qualità che la rendono una delle formazioni più temibili del girone.
Negli anni, le sfide tra LB Trino e Juventus Domo sono state numerose e sempre in bilico. La stagione 2022-23 aveva sorriso ai biancoblu con un netto 4-0 casalingo, ma lo scorso campionato ha visto l’affermazione dei domesi, vittoriosi sia a Trino (0-3) sia in casa (2-1). In precedenza non erano mancati pareggi combattuti, come l’1-1 e il 2-2 del 2017-18, e successi alternati, tra cui il 2-1 trinese e il 5-2 esterno della Juventus Domo nel 2016-17. Un bilancio che testimonia la parità e la tradizione di una rivalità calcistica sempre viva.

Per l’LB Trino la partita rappresenta un crocevia importante per dare continuità ai risultati e confermarsi ai vertici della classifica. Serviranno attenzione, ritmo e personalità contro un avversario solido e difficile da sorprendere. La squadra si prepara a vivere il match con la consapevolezza di quanto conti ogni dettaglio, forte di un percorso che ha dato identità e compattezza. Al “Picco” serviranno lucidità, coraggio e la capacità di imporre il proprio gioco, soprattutto su un campo che la pioggia renderà pesante e insidioso: l’obiettivo è dare continuità alla crescita e confermare il valore di un gruppo che, giornata dopo giornata, vuole dimostrare di poter restare ai vertici.

Squadra arbitrale
Arbitro: Andrea Olivo
Assistenti: Edoardo Odasso – Francesco Clerico

Nell’immagine, un’azione della partita giocata a Trino il 18 settembre 2022.

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Match review: cuore e determinazione

Virtus Vercelli – LB Trino 2-3 (1-2)
9’ Marra (VVC), 18‘ Balocco (TRI), 29’ Pomati (TRI), 49’ Bianchi (VVC), 90’ F. Carrese (TRI)

Virtus Vercelli
Scrivanti, Modena, Antonioli, Bianchi, Celussi, Birolo, Nalesso (dal 46’ Gulin), Rossi, Bonura, Marra (dal 51’ Stacchino e dall’83’ Daiu), Federici (dal 46’ Akponine)
A disposizione: Cairola, Perazzo, Tinaglia, Bertolone, Bettini
Allenatore: Filippo Ombergozzi

LB Trino
Beskorovaynyy, Giolo, Balocco, Meo Defilippi, Buscaglia, Porta, Pomati, F. Carrese, Mercandino (dal 68’ Apollo), Volpatto (dal 66’ Passannante), Petrocelli (dal 79’ Onorato)
A disposizione: Cascardo, M. Carrese, Ciraulo, Ndiaye, Visetti, Massano
Allenatore: Davide Modenese

L’LB Trino torna al successo con una prestazione di carattere, imponendosi 3-2 sul campo della Virtus Vercelli al termine di una sfida combattuta e intensa.

Nel commentare la gara, mister Davide Modenese ha sottolineato come cuore, energia e volontà siano stati gli elementi decisivi di una vittoria maturata nonostante le numerose assenze. Oltre a Baggio, Brugnera e Ciraulo, già fuori per infortunio, il tecnico ha dovuto rinunciare anche a Conti e ha preferito non rischiare Ndiaye, reduce da un affaticamento.

La squadra era partita con il 3-5-2, ma dopo il gol subito Modenese ha scelto di tornare al modulo abituale, spostando Carrese a centrocampo. Una decisione che ha restituito equilibrio e ha permesso ai biancoblu di prendere in mano la partita, trovare il pareggio e poi il vantaggio.

Nella ripresa la Virtus è riuscita subito a riportarsi sul 2-2, ma l’LB Trino ha reagito con maturità, costruendo diverse occasioni fino al gol decisivo di Francesco Carrese, autore di un gran tiro sotto l’incrocio.

Il tecnico si è detto orgoglioso della prova dei suoi giocatori, capaci di reagire con determinazione alle difficoltà e di ritrovare lo spirito giusto dopo le ultime sconfitte. Guardando avanti, Modenese ha evidenziato l’importanza delle prossime due gare casalinghe contro Juventus Domo e Casale, prime della classe, invitando a mantenere serenità e concentrazione: due qualità che, a suo giudizio, possono permettere al gruppo di affrontare ogni avversario con fiducia e consapevolezza.


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Virtus Vercelli – LB Trino 2-3

Il Trino torna alla vittoria piegando per 3-2 la Virtus Vercelli con le reti di Michele Balocco, Amedeo Pomati e Francesco Carrese. Oggi a Borgo Vercelli i biancoblu sono scesi in campo con questa formazione:
Beskorovaynyy, Giolo, Balocco, Meo Defilippi, Buscaglia, Porta, Pomati, F. Carrese, Mercandino, Volpatto, Petrocelli.

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Matchday: Virtus Vercelli vs LB Trino

Dopo due sconfitte di misura in campionato, l’LB Trino cerca il riscatto in trasferta in un derby che si rinnova a poche settimane dalla sfida di Coppa Italia. Un’occasione per ritrovare concretezza e fiducia, trasformando l’impegno mostrato nelle ultime uscite in punti concreti.

Mister Davide Modenese dovrà ancora fare a meno del capitano João Brugnera e di Vinicius Baggio, mentre resta in dubbio la presenza di Oscar Meo Defilippi, la cui disponibilità sarà valutata fino all’ultimo.

La Virtus Vercelli di Filippo Ombergozzi arriva all’appuntamento dopo il prezioso 1-1 ottenuto sul campo della Juventus Domo. In campionato i gialloneri contano tre vittorie, un pareggio e cinque sconfitte, con dieci reti realizzate e sedici subite.

Per il Trino si tratta del terzo confronto stagionale con la Virtus: la prima sfida di Coppa Italia si era chiusa con un 2-2 spettacolare, seguita poi dal successo biancoblu al “Roberto Picco”. Oggi, al “Vigino”, serviranno compattezza e determinazione per tornare a sorridere e rilanciare la corsa in classifica. Si ricorda che la partita verrà disputerà a porte chiuse a causa della mancata omologazione delle tribune del campo sportivo di Borgo Vercelli.

Squadra arbitrale
Arbitro: Emanuele Ricchiello
Assistenti: Andrea Novara – Enzo Denis Ferro

Nell’immagine, Francesco Carrese segna il primo gol dell’LB Trino nella partita del 24 settembre.

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Virtus Vercelli – LB Trino a porte chiuse

L’LB Trino informa che la partita del campionato di Promozione contro la Virtus Vercelli, in programma domenica 9 novembre alle ore 14.30, si disputerà a porte chiuse presso il campo sportivo “Aldo Vigino” di Borgo Vercelli.
La gara si svolgerà senza pubblico a causa della mancata omologazione delle tribune dell’impianto.
Aggiornamenti e risultato saranno pubblicati sui canali ufficiali del club.

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