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Matchday: LB Trino vs Arona

Oggi alle 14.30, ultimo appuntamento casalingo del 2025 per l’LB Trino, che al Picco riceve l’Arona con l’obiettivo di riprendere slancio dopo due sconfitte consecutive. La settimana ha lasciato qualche incertezza sulle condizioni di Apollo e Brugnera, entrambi in dubbio fino alla rifinitura. In programma anche minuti per Ciraulo, pronto a tornare in campo con continuità.

Gli avversari
L’Arona occupa la decima posizione con 16 punti, frutto di 4 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte. I gol segnati sono 15, gli stessi incassati. La produzione offensiva passa soprattutto da Ludovico Giordani e Filippo Capacchione, entrambi a quota 4. Nelle ultime cinque giornate la squadra ha raccolto 3 vittorie e 2 sconfitte, maturate proprio nelle ultime due uscite contro Gattinara e Casale.
I lacuali sono una delle società più antiche del calcio piemontese: nati nel 1920 come Libertas Arona, hanno attraversato nel tempo diverse denominazioni e fusioni, fino ad assumere l’attuale nome nel 2009. La loro storia sportiva è segnata da momenti rilevanti, come le due partecipazioni alla Serie C2 a fine anni ’70, le promozioni in Serie D del 1969-70 e del 1975-76, il successivo ritorno tra i professionisti nel 1978-79, oltre alla vittoria della Coppa Piemonte nel 2001-02 durante il periodo HM Arona. Negli ultimi anni il club si è stabilizzato tra Promozione ed Eccellenza, trovando nuova linfa con la promozione del 2016-17 chiusa da miglior difesa del campionato e confermandosi poi in Promozione con piazzamenti di livello, tra cui il quinto posto e la semifinale playoff del 2023-24.
Dal 2017 ad oggi le due squadre si sono affrontate dieci volte tra Eccellenza e Promozione. Il bilancio racconta un sostanziale equilibrio: 4 vittorie dell’LB Trino, 1 pareggio e 5 successi dell’Arona. Una storia fatta di risultati alternati, spesso decisi da episodi.
Il Picco si prepara all’ultima gara dell’anno, una sfida che per l’LB Trino rappresenta l’occasione per rimettersi in marcia, archiviare le ultime giornate e salutare il 2025 davanti ai propri tifosi con un risultato significativo.

Squadra arbitrale
Arbitro: Davide Fondacaro (Verbania Cusio Ossola)
Assistenti: Mirko Giuseppe Cimmarusti (Novara) – Gabriele Cedoloni (Novara)

Nell’immagine, un’azione della partita giocata il 12 novembre 2017 e vinta dal Trino 2-0.


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Match review: non basta il capolavoro di Volpatto

Banchette Colleretto GP – LB Trino 3-1 (1-1)
5’ Volpatto (TRI), 31’ Adragna (BAN), 75’ Wynants (BAN), 85’ Vignali (BAN)

LB Trino
Beskorovaynyy, Giolo, Pomati, Meo Defilippi, Baggio, Ndiaye, Passannante, F. Carrese, Mercandino, Volpatto, Petrocelli
A disposizione Cascardo, Balocco, Buscaglia, M. Carrese, Ciraulo, Conti, Onorato, Porta, Visetti
Allenatore: Davide Modenese

Nel freddo pomeriggio di Banchette, l’LB Trino esce battuto 3-1 al termine di una gara che pur era iniziata con il piede giusto incanalandosi subito su binari favorevoli. Dopo cinque minuti Volpatto se ne va sulla fascia destra, dribbla il portiere in uscita e lascia partire un diagonale potente che si insacca sotto la traversa: un gesto tecnico di gran classe che sorprende la retroguardia di casa e offre l’illusione di una giornata in discesa.

Per oltre mezz’ora, i biancoblu controllano giocando un calcio propositivo, ma un’incomprensione difensiva spalanca la porta al pari di Adragna, rapido ad avventarsi sulla palla vagante. L’episodio incrina l’equilibrio di un reparto che a inizio stagione aveva mostrato una solidità capace di portare Beskorovaynyy a 334 minuti senza subire gol e che ora evidenzia qualche segnale di insicurezza.

Tuttavia, prima dell’intervallo arrivano ancora due occasioni clamorose per il Trino: Ndiaye colpisce una traversa interna incredibile, poi Passannante, tutto solo, non riesce a inquadrare lo specchio con un colpo di testa che si spegne sul fondo.

Al 75’, quando la partita appare bloccata sul pareggio, il Banchette trova il sorpasso con una conclusione dalla distanza di Wynants. Nel tentativo di rientrare in partita, il Trino lascia metri alle ripartenze avversarie e Vignali chiude il risultato in contropiede.

In casa biancoblu resta l’urgenza di recuperare lo spirito mostrato contro Ivrea e Quincitava, quando compattezza e ordine hanno spinto la squadra fino al secondo posto della classifica.

Intervistato da Al Nutisiari, il DS Toni Baglio analizza la situazione, rilevando che le difficoltà emerse appaiono più legate alla gestione emotiva che alla condizione atletica, con qualche tensione nei momenti chiave.

Tra le note positive, il rientro in campo di Salvatore Ciraulo dopo oltre sei mesi: un segnale importante in vista delle prossime sfide e un recupero che può dare profondità, carattere ed esperienza alla rosa.



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Matchday: Banchette CGP vs LB Trino

Oggi, alle 14.30, la tredicesima giornata del Campionato di Promozione porta l’LB Trino in Canavese, allo Stadio Comunale di Banchette, per una sfida che arriva dopo il passo falso con il Casale. La squadra biancoblu ha lavorato con attenzione durante la settimana: sedute intense, utili a mettere a fuoco gli errori e a valorizzare quegli spunti che, nonostante il risultato, hanno mostrato solidità e spirito competitivo. L’obiettivo è chiaro: trasformare la delusione in energia ordinata, capace di orientare la squadra verso una prestazione concreta. Per la partita di questo pomeriggio Davide Modenese non potrà contare sul capitano João Brugnera e su Emanuele Apollo, entrambi fermi ai box.

Gli avversari
Il Banchette Colleretto GP, tornato quest’anno in Promozione dopo tre stagioni in Prima Categoria, cerca un rilancio immediato. La formazione canavesana, guidata da Enrico di Bernardo, è reduce dalla goleada di 8-3 subita a Domodossola e proverà a rimettersi in carreggiata davanti al proprio pubblico. Nelle ultime cinque gare ha raccolto una vittoria, un pareggio e tre sconfitte, segnando 9 reti e subendone 18. I migliori marcatori della squadra sono Matteo Vignali con 5 gol e Alex Gus Wynants con 4. La classifica racconta un equilibrio sottile: l’ottavo posto, tre punti dietro al Trino, rende la partita un confronto diretto tra squadre in cerca di stabilità. Guardando al percorso degli ultimi anni, il club ha alternato cinque stagioni in Promozione e due in Eccellenza, segno di un ambiente che ha conosciuto livelli competitivi importanti. La storia dell’attuale società parte dal 1997, anno di nascita della USD Banchette, e prosegue con una serie di fusioni — prima con Ivrea Calcio e più recentemente con il Colleretto Giacosa Pedanea — che hanno costruito l’identità della realtà odierna, espressione della comunità locale e delle sue tradizioni sportive.
Non ci sono precedenti ufficiali fra i due team: sarà dunque un primo incrocio da leggere con attenzione, soprattutto in una fase del campionato in cui ogni dettaglio pesa.

A fare da cornice alla partita, il territorio di Banchette: un comune alle porte di Ivrea, composto dal nucleo storico del capoluogo, dominato dal castello medievale, e dal quartiere di Borgonuovo, sviluppatosi dagli anni Cinquanta. La zona lungo la Dora è nota per la coltivazione biologica del Pignoletto Rosso del Canavese, un mais antico celebrato ogni ottobre con una sagra molto partecipata. Un contesto ricco di storia e tradizioni, che domenica ospiterà una gara che entrambe le squadre vorranno interpretare con precisione e carattere. Il resto lo dirà il campo.
Trino e Banchette ci arrivano con motivazioni diverse, ma con la stessa necessità: trovare certezze. Una partita aperta, da affrontare con lucidità.

Squadra arbitrale
Arbitro: Gabriele Cremasco
Assistenti: Piergiulio Petrone – Alessandro Nicolosi




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News dagli altri campi

Porte chiuse a Gattinara
Settimana agitata a Gattinara. A seguito di verifiche delle autorità provinciali e di un’ordinanza comunale, il campo di piazza Mulino resterà chiuso al pubblico dal 28 novembre e fino a nuova comunicazione. Le gare si disputeranno regolarmente, ma con accesso consentito soltanto ai tesserati inseriti in distinta. Il consiglio direttivo potrà entrare per vigilare sull’applicazione delle disposizioni, mentre rimane vietato l’ingresso a tribune e locali della struttura per chiunque non autorizzato. La riapertura è subordinata al rilascio del nuovo certificato di agibilità.

Scossa Virtus Vercelli: panchina a Cesano
Rivoluzione tecnica alla Virtus Vercelli. La società ha affidato la guida della Prima Squadra a Stefano Cesano, ufficializzando contestualmente l’ingresso di Giacomo Fassone come preparatore atletico e di Marco Motaran come fisioterapista, figura conosciuta nello sport vercellese per il passato nell’hockey cittadino.
La decisione arriva dopo l’esonero di Filippo Ombergozzi, oltre il quale si interrompono anche i rapporti con il direttore sportivo Roberto Carta e con il preparatore Paolo Gallo. Ombergozzi lascia al termine di un avvio complicato: dieci punti in dodici giornate, con tre vittorie, un pareggio e otto sconfitte. L’ultimo risultato utile risale al 2 novembre; per ritrovare un successo bisogna tornare al 28 settembre, quando la Virtus superò in trasferta il Ce.Ver.Sa.Ma. Biella.
Negli ultimi due anni, il tecnico aveva condotto il club al secondo posto in Prima Categoria nella stagione 2023-2024, seguito dal ripescaggio in Promozione e dal settimo posto ottenuto nel campionato successivo.

Photo credits: Facebook, pagina ufficiale Gattinara F.C.

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Match review: una gara che lascia rimpianti

LB Trino – Casale 1909 0-3 (0-1)
22’ Vergnasco (CAS), 69’ Spriano (CAS), 92’ Corona (CAS)

LB Trino
Beskorovaynyy, Giolo (dal 77’ Balocco), Pomati, Meo Defilippi (dal 72’ Petrocelli), Baggio, Ndiaye, Porta (dal 64’ Passannante), F. Carrese, Mercandino, Volpatto, Brugnera
A disposizione: Cascardo, Buscaglia, M. Carrese, Ciraulo, Onorato, Visetti
Allenatore: Davide Modenese

Casale 1909
Rainero, Mudaro, De Faveri, Mazzucco, Canino, Beatrice, Simone (dall’82’ Corona), Spriano, Canuto (dal 79’ Zaffiro), Vergnasco (dal 59’ Pinato), Kolaj
A disposizione: Ferraris, Davin, Bullano, Miglietta, Miceli, Mullici
Allenatore: Alessandro Bellingeri

Arbitro: Matteo d’Amelio (Chivasso)
Assistenti: Francesco Squillace (Torino) – Federico Vetrugno (Torino)

Davanti ad un numeroso pubblico, l’LB Trino esce sconfitto dal confronto con il Casale. Una partita complessa, nella quale i biancoblu hanno costruito gioco, avuto le loro occasioni e si sono ritrovati in superiorità numerica, senza però riuscire a indirizzare l’incontro.

La partita
L’avvio è equilibrato
. Al 12’ Brugnera costruisce la prima vera opportunità trinese: destro angolato e risposta decisiva di Rainero, che devia in angolo. Dieci minuti dopo un’imprecisione in uscita consegna palla a Canuto; Beskorovaynyy respinge la prima conclusione, ma sulla ribattuta Vergnasco trova il vantaggio ospite. Al 26’ i biancoblu pensano di aver ristabilito la parità con Mercandino dopo una punizione messa in area, ma la rete viene annullata per fuorigioco.
Nella ripresa l’inerzia sembra cambiare al 58’, quando il Casale resta in dieci per l’espulsione di Rainero, ammonito prima per perdita di tempo e poi per proteste. L’LB Trino prova allora ad alzare il baricentro, ma al 69’ un altro errore in costruzione spalanca agli ospiti una serie di conclusioni: alla terza, Spriano firma il raddoppio. Pochi minuti dopo Brugnera guadagna un rigore che potrebbe riaprire il confronto, ma la battuta si perde tra le braccia di Pinato. Nel recupero un’ulteriore disattenzione consente a Corona di chiudere il match sul 3-0.

I commenti
Nel dopo partita, in casa trinese prevale il rammarico. La lettura è condivisa: nonostante la sconfitta, la prestazione non è stata passiva né arrendevole. Modenese sottolinea come diverse sue scelte non abbiano prodotto l’effetto sperato e come gli episodi — dal gol annullato al rigore fallito, passando per la grande parata iniziale di Rainero — abbiano inciso in modo pesante sull’evoluzione del match. Il tecnico ribadisce la necessità di maggiore lucidità nei momenti chiave e di una gestione più attenta, soprattutto considerando che nelle ultime uscite la squadra concede reti con troppa facilità mentre fatica a essere incisiva sotto porta.
Anche l’analisi del direttore sportivo Baglio segue una linea simile: il primo tempo è stato giocato con ordine, e il Casale ha capitalizzato l’unica occasione nitida avuta. Nella ripresa, pur con l’uomo in più, il Trino ha pagato caro un’altra incertezza, non riuscendo poi a sfruttare la possibilità di riaprire la partita dal dischetto. L’impressione generale è di una squadra che crea trame interessanti ma non riesce a trasformarle in pericoli concreti, mentre gli avversari hanno mostrato maggiore concretezza. La sconfitta con il Casale può rientrare nell’arco di un campionato, ma non nella sua entità. L’obiettivo ora è voltare pagina e preparare al meglio la sfida con il Banchette Colleretto, determinante per restare nelle posizioni che contano.


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Matchday: LB Trino vs Casale

Domenica di calcio vero al “Roberto Picco”, dove l’LB Trino torna davanti al proprio pubblico per una delle sfide più attese dell’autunno. Il derby con il Casale arriva dopo due precedenti stagionali già consumati in Coppa Italia: il primo, in trasferta, aveva premiato i biancoblu, il secondo aveva mostrato l’equilibrio tra le due squadre con i trinesi capaci di eliminare i nerostellati e conquistarsi il passaggio del turno.

Oggi, però, il contesto è totalmente diverso. In campionato il Casale non ha mai perso: undici giornate, nove vittorie, due pareggi e un ruolino di marcia che parla chiaro. È la squadra con l’attacco più prolifico del girone – ventitré reti – e con la miglior difesa, appena due gol subiti. L’ultima prestazione, il 5-0 rifilato al Piedimulera, fotografa alla perfezione l’ottimo stato di forma della formazione nerostellata. A guidare la corsa ci sono le certezze offensive di Mullici e Simone, entrambi a quota sei gol e in cima alla classifica cannonieri.

Una vetta condivisa con giocatori che i tifosi trinesi conoscono bene: in quel gruppo c’è anche il capitano Brugnera, insieme a Vadalà ed Elca del Piedimulera e Sabin del Ceversama Biella. Un panorama che racconta un campionato competitivo, in cui le individualità possono incidere in ogni momento.

Ma il derby, si sa, sfugge alle logiche dei numeri. È una partita a sé, in cui contano intensità, concentrazione e la capacità di restare dentro il match dal primo all’ultimo minuto. In questo, il “Picco” può fare la differenza: il sostegno dei tifosi biancoblu promette una cornice calorosa per una gara attesa, sentita, ma non ancora determinante per il futuro della stagione.

L’LB Trino arriva all’appuntamento con la volontà di confermare la propria solidità e di confrontarsi a viso aperto con la squadra più continua del girone. Una sfida dal peso specifico importante e che – come accade spesso nei derby – potrebbe decidersi su un dettaglio.

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Verso il derby: una partita indimenticabile

C’è una domenica, dentro il calendario spesso dimenticato dell’Eccellenza piemontese, che col tempo ha acquisito un significato speciale. Una partita che allora sembrava “solo” un derby: acceso, combattuto, importante quanto può esserlo una sfida di novembre.

Il 1° novembre 2015
a Trino c’era il sole ma soffiava un vento tagliente, quello che arriva dal nord e che al “Picco” sembra correre lungo le gradinate come un narratore impaziente in cerca di attenzione. Il pubblico era quello delle occasioni vere. E qualcuno già sussurrava che nel Casale giocasse un brasiliano bravo davvero, arrivato da lontano, giovane, ma già con una vita intensa alle spalle, uno con i piedi buoni e l’aria un po’ distratta. Ma nessuno immaginava che quel ragazzo, anni dopo, avrebbe camminato dentro San Siro in Champions League.
Si chiamava Junior Messias.
E quel pomeriggio, tra i contrasti e il rumore dei tacchetti, si muoveva leggero, come se avesse dentro una musica tutta sua.

Il Trino parte forte
La partita si accende presto. Dopo appena sedici minuti, su un angolo, la palla finisce dalle parti di Dylan Kambo, arrivato da Marsiglia. Un controllo minimo, un tiro ravvicinato, la rete che si gonfia. 1-0 Trino.
Il Casale prova a reagire. Quando punta la porta, inevitabilmente il pallone passa dai piedi di Messias. Tocchi brevi, accelerazioni, qualche invenzione. Ma il Trino è attento, compatto, e quando riparte lo fa senza sprecare nulla.
La seconda fiammata arriva alla mezz’ora: Gagna affonda il diagonale del 2-0. La palla bacia l’angolo lontano e il “Picco” esplode. Per un attimo sembra che la storia abbia già scelto la sua strada.

La punizione che riapre tutto
Poi succede ciò che capita quando in campo c’è un giocatore diverso dagli altri. A pochi minuti dall’intervallo, il Casale si guadagna una punizione dal limite. Messias sistema la palla, osserva la barriera, guarda il portiere.
Parte, colpisce, disegna una traiettoria perfetta. 2-1. Il vento cambia. La partita anche.

Ripresa: assedio e resistenza
Nel secondo tempo il Casale alza i giri. Messias e Birolo provano a tagliare la difesa del Trino con movimenti continui, piccoli spiragli, accelerazioni improvvise.
La squadra di casa però resiste. Tiene botta. Moretto compie un paio di interventi decisivi che valgono quasi un gol.
È un lungo braccio di ferro, un derby che vive di contrasti, seconde palle, ritmo e cuore.

L’89’: il gol dell’ex
Quando la stanchezza sembra rallentare tutto, il Trino trova ancora energie in un contropiede. È un’azione rapida, pulita. La palla arriva a Russo, che vede Carlucci fuori dai pali e lo scavalca con un pallonetto preciso. 3-1.
Il pubblico salta in piedi. Ma la storia non è finita.

Un finale che toglie il fiato
Al 93’, Birolo firma il 3-2. Si riparte in fretta, non c’è tempo da perdere.
Un minuto dopo, Messias riceve al limite. Controlla. Punta la porta. Calcia. Silenzio. Il pubblico trattiene il fiato. La palla sfila di poco sul fondo.
È l’ultima occasione. Il “Picco” può finalmente respirare: il Trino ha vinto, e se c’è un protagonista nascosto, quasi invisibile agli occhi della cronaca di quel pomeriggio, quello è Davide Gamba, l’allenatore biancoblu. Colui che ha letto la partita con precisione chirurgica, senza concedere spazi al Casale e colpendolo sulle ripartenze.

La partita che oggi leggiamo con altri occhi
Quel giorno fu una grande impresa. Il Trino che batte la capolista, che la spinge giù dal primo posto, che si prende un derby intenso fino all’ultimo secondo. Ma oggi quel pomeriggio ha un sapore diverso.
Perché in mezzo alla confusione, all’agonismo, al freddo, stava passando un ragazzo che di lì a qualche anno avrebbe scalato tutte le categorie del calcio italiano. Dalla Eccellenza alla Serie D, dalla Serie C alla A, fino alla Champions League, fino alla maglia del Milan.
Quel ragazzo era Junior Messias.

E allora Trino – Casale del 1° novembre 2015 non è soltanto un derby combattuto.
È la fotografia di un destino che attraversava in silenzio il Piemonte, mentre il calcio di provincia – come spesso accade – custodiva una storia incredibile senza sapere davvero di averla tra le mani.


Verso il derby: l’uomo che ha segnato due storie

Domenica è giorno di derby: Trino contro Casale.
E i derby non sono mai partite come le altre: sono emozioni da una e dall’altra parte. Mettono in scena tutto quello che il calcio custodisce — orgoglio, memoria, rivalità — e riportano a galla storie che nessun risultato potrà mai cancellare.

Perché Trino e Casale, separate da pochi chilometri e da un secolo di calcio vissuto a modo loro, hanno sempre condiviso più di quanto si dica. Lo raccontano i giocatori che, negli anni, hanno attraversato quel confine sottile e simbolico: da Stefano Melchiori, intelligenza tattica e talento, a Gianluca Soragna, cuore, sostanza e gol pesanti; fino ad arrivare agli interpreti di oggi, Luca Vergnasco e Gabriele Passannante.
E ogni volta che un giocatore passa da una sponda all’altra, la storia si arricchisce: le maglie possono essere diverse, i colori opposti, ma il calcio, quello vero, ha una sola lingua.

Tra tutti questi nomi, però, ce n’è uno che li contiene idealmente tutti. Uno che non ha soltanto vestito le due maglie: le ha attraversate, trasformandole, lasciando un segno che ancora oggi si percepisce quando l’aria del derby vibra un po’ di più. Il suo nome è Romano Vizia.

Non tutti i calciatori lasciano una scia. Alcuni passano, altri rimangono come impronte leggere. E poi ce ne sono pochi, pochissimi, che invece fanno un’altra cosa: spostano l’aria. Quando entrano in campo senti che qualcosa cambia, come quando una porta si apre e per un istante la stanza respira diversamente. Romano Vizia era uno di quelli.
Non perché fosse il più elegante o il più celebrato. Ma perché aveva quel modo di guardare il campo con la fermezza di chi non cerca la gloria: cerca il varco. Il momento. L’attimo in cui la partita, improvvisamente, può diventare sua. Da Palazzolo alla pianura che sfuma verso il Monferrato, da Trino a Casale, il suo nome circolava così: non come un mito, non come un ricordo, ma come un passaparola: “L’hai visto, Vizia? Quello là… quello che parte e non lo fermi più.”

C’era un modo tutto suo di prendere velocità.
Non era scatto, non era eleganza. Era determinazione pura, la testa un po’ bassa, le spalle pronte a fendere l’aria, come se ogni corsa fosse la prosecuzione naturale della sua vita: diritta, senza deviazioni inutili.
Arrivò a Trino da ragazzo, quando la maglia biancoblu era una promessa più che un colore. E capì subito cosa significava: impegno, sacrificio, appartenenza.

Poi il destino gli mise in mano un’altra maglia, quella nerostellata del Casale.
E lì successe qualcosa che chi lo ha visto non ha mai dimenticato. Romano non cambiò modo di giocare: continuava a fare quello che gli veniva naturale, come se il campo del Palli lo chiamasse per nome. Ma in quella cornice ogni suo gesto sembrava risuonare più forte. Segnava gol che erano racconti: bordate, accelerazioni, colpi di testa che facevano vibrare le ringhiere. E la gente, guardandolo, capì subito che quel ragazzo della pianura aveva un istinto capace di spostare le partite.

Uno dei fotogrammi più preziosi della sua storia è stampato nella memoria di un’intera generazione.
Una domenica limpida d’inverno. Le tribune colme, il fiato che si vede nell’aria, il brusio che precede le partite che valgono davvero.
Palla che vola alta, altissima.
E lui, Romano, che parte come se la vita lo spingesse dalla schiena. Una trattenuta, un contatto, un equilibrio che sembra spezzarsi e invece si ricompone in un istante. Tiro. La rete che si gonfia. E un boato che non è un boato: è un abbraccio, una promessa, una città che si solleva per qualche secondo da terra. Quel giorno, diranno poi, Vizia non segnò semplicemente un gol. Ne cambiò il destino.
Eppure la sua storia non è tutta dentro un’area di rigore.
Ha visto club importanti, maglie pesanti, stadi che fanno tremare le gambe. Ha conosciuto la grande Italia del calcio che si muoveva veloce, che cercava, che sperimentava. Ma ogni volta, in un modo o nell’altro, Romano tornava qui: nella pianura dove la domenica ha ancora un suono preciso, nei campi che odorano di silenzio e fatica.

Quando smise di giocare, cominciò davvero a restituire.
Sui campi del Vercellese e del Monferrato prese per mano ragazzi che avevano sogni fragili e gambe irrequiete. Non li plasmava: li ascoltava. Capiva da un gesto cosa potevano diventare. E li lasciava crescere, forti e sicuri, come fa chi sa che il calcio, prima di tutto, è educazione.

Poi arrivò quella sua stagione memorabile: il Trino della Promozione 1990-91.
Una squadra costruita sul lavoro, sulla coesione, su un’idea chiara che tutti riconoscevano senza bisogno di parole.
Affrontò avversarie complicate, piazze più grandi, squadre dal passato ingombrante. E lo fece con una direzione tecnica limpida, quasi chirurgica: il calcio come responsabilità, non come improvvisazione.
Il campo parlò: il suo Trino era vivo, riconoscibile, rispettato.

Per questo oggi, quando si pronuncia il nome Romano Vizia, non si pensa solo ai gol, alle maglie, alle classifiche.
Si pensa a un uomo che ha camminato accanto al calcio come si cammina accanto a un amico: senza strepiti, senza vanità.
Un uomo appartenuto a due città, due squadre, due mondi. E che, ancora oggi, sembra entrare in campo ogni volta che qualcuno racconta di lui. Perché certi giocatori, anche quando l’arbitro ha già fischiato la fine, continuano a spostare l’aria.

Domenica derby con il Casale

Proseguono gli allenamenti della prima squadra agli ordini di Davide Modenese in vista del derby contro il Casale, in programma domenica 23 novembre alle 14.30 al “Roberto Picco”.

La squadra prepara la sfida con attenzione e lo fa con una buona notizia: Vincius Baggio e il capitano João Brugnera, tornati in campo domenica, saranno regolarmente a disposizione anche per questo match.

Si annuncia una cornice di pubblico importante nello stadio di casa, con i tifosi biancoblu pronti a sostenere l’LB Trino in una partita sentita ma che non sarà ancora decisiva per il futuro della stagione.

Nell’immagine, un’azione della partita giocata a Trino la scorsa stagione.


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Match review: un buon punto sotto la pioggia

LB Trino – Juventus Domo 2-2 (1-1)
11’ rig. Zani (JUV), 20’ Volpatto (TRI), 54’ Cerutti (JUV), 78’ Mercandino (TRI)

LB Trino
Beskorovaynyy, Giolo, Pomati, Meo Defilippi (dal 76’ Brugnera), Buscaglia (dall’82’ Baggio), Ndiaye, Petrocelli, F. Carrese, Porta (dal 61’ Passannante), Volpatto (dall’86’ Balocco), Apollo (dal 61’ Mercandino)
A disposizione: Cascardo, M. Carrese, Ciraulo, Onorato
Allenatore: Davide Modenese

Juventus Domo
Vittoni, Ghezza, Di Domenico, Brandini, Pastorelli, Pisanello, Cerutti, Vanzan, Zani, De Bei, Aglio (dall’82’ Suppa)
A disposizione: Oliveto, Jdi, Gazza, Comazzi, Vischi, Paci
Allenatore: Michael Nino

Sotto una pioggia fitta
e su un campo appesantito, l’LB Trino conquista un pareggio importante contro la Juventus Domo, al termine di una gara intensa e segnata da episodi determinanti. Gli ospiti passano al 10’: conclusione di Aglio, pallone che incoccia il braccio di Ndiaye e rigore assegnato su indicazione dell’assistente. Zani realizza dal dischetto.

La reazione trinese è immediata. Al 19’ Carrese prolunga un corner per Ndiaye, che sfiora l’impatto. Un minuto più tardi arriva il meritato 1-1: Apollo lavora bene sulla fascia e serve un pallone preciso per Volpatto, che finalizza con freddezza. La Juventus Domo prova a replicare con Pisanello, mentre l’LB Trino sfiora il vantaggio in una mischia risolta senza esito da Meo Defilippi. Al 33’ gli ospiti protestano per un episodio in area, ma l’arbitro lascia giocare.

La ripresa si apre con due buone occasioni biancoblu: Apollo sfiora il palo al 51’, Cerutti ci va vicino un minuto dopo. Al 54’ la Juventus Domo torna avanti in un’azione confusa, nata da un tocco dell’arbitro sul quale il gioco prosegue: la conclusione successiva viene deviata da Cerutti e finisce in rete.

L’LB Trino mantiene ordine e convinzione, trovando il 2-2 al 78’: Brugnera serve un pallone teso per Petrocelli, il portiere respinge e Mercandino — appena entrato — si avventa sulla seconda palla depositandola in porta. All’80’ Aglio prova a sorprendere la difesa, ma il portiere trinese interviene con sicurezza.

Nel dopo partita, mister Modenese mette in evidenza la solidità mentale della squadra: andare due volte sotto e rientrare sempre in carreggiata, su un campo difficile e contro un avversario di qualità, è un segnale importante. Il tecnico valuta positivamente il punto, che dà continuità al successo della settimana precedente e conferma la crescita del gruppo. Sugli episodi arbitrali rileva come il rigore sia arrivato su segnalazione dell’assistente, mentre il secondo gol ospite nasca da un’azione che avrebbe dovuto essere interrotta dopo il tocco dell’arbitro. Pur accettando le decisioni, sottolinea la prestazione convincente dei suoi e guarda con ottimismo ai prossimi impegni.

Modenese evidenzia anche l’impatto dei rientri: con quasi tutta la rosa a disposizione, la qualità dei cambi ha inciso sul finale di gara, come dimostrano l’inserimento puntuale di Mercandino e le giocate di Brugnera. Su campi pesanti, avere più soluzioni fa la differenza.

Domenica, al “Picco”, si rinnova la sfida con il Casale: il Trino si presenterà con determinazione, consapevole dei propri mezzi e pronto a giocarsi con orgoglio una partita attesa da tutta la piazza.


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