LB Trino porta in campo l’inclusione
Esistono progetti che definiscono l’anima di una società sportiva ben oltre i risultati della domenica. Giovedì 18 dicembre, l’LB Trino ha riaffermato la propria missione presentando la nuova stagione del Calcio Integrato, un’iniziativa che, giunta al suo terzo anno di vita, non rappresenta più una scommessa, ma un pilastro consolidato della struttura biancoblu.
Nato per offrire ai bambini con disabilità un contesto sportivo strutturato e inclusivo, il progetto porta con sé un primato rivendicato con orgoglio dal vicepresidente Antonio Ferrarotti: il Trino è stata la prima realtà in Piemonte a declinare questa sensibilità verso i più piccoli, tracciando una rotta pionieristica nel panorama regionale.
La genesi e la sostenibilità del progetto
L’architetto dietro questa visione è il direttore generale Luigi Cazzulino. Durante la presentazione, Cazzulino ha analizzato la crescita costante di un percorso che richiede non solo competenza tecnica, ma una rete di supporto solida. In questo senso, il sostegno di partner come Carrozzeria Moderna di Casale Monferrato e della Fondazione Cassa di Risparmio si è rivelato fondamentale per trasformare l’idea in una realtà quotidiana.
Tuttavia, come sottolineato dal presidente Luigi Falcone, la sostenibilità di un’iniziativa del genere non è solo finanziaria. Falcone ha posto l’accento sull’enorme sforzo umano richiesto a collaboratori e famiglie, ringraziandoli per un impegno che garantisce continuità e, soprattutto, la qualità di un’attività che non accetta compromessi.
Un’eccellenza per il territorio
L’impatto del Calcio Integrato ha ormai varcato i confini del campo da gioco, ottenendo il riconoscimento delle massime autorità sportive. Laura Musazzo, in rappresentanza di CONI e FIGC Vercelli, ha inquadrato il progetto come “un’eccellenza per la città”, rimarcando quanto sia vitale l’integrazione tra club e istituzioni scolastiche per supportare realmente le famiglie.
Un concetto ripreso dal vicepresidente Ilario Scuteri, che ha ribadito l’obiettivo finale: l’abbattimento sistematico di ogni barriera, fisica e culturale, per raggiungere una piena inclusione sociale attraverso lo sport.
Il supporto delle istituzioni e la Risò International Cup
A testimonianza della solidità del rapporto tra club e amministrazione, l’assessore Roberto Gualino ha ribadito il valore sociale dell’iniziativa per la comunità locale. A chiudere il cerchio è stato l’intervento del sindaco Daniele Pane, che ha portato una notizia chiave per il futuro a breve termine: l’ottenimento di un contributo regionale per la Risò International Cup.
L’annuncio del primo cittadino rappresenta un importante endorsement verso una dirigenza capace di coniugare l’ambizione sportiva con una responsabilità sociale d’avanguardia. Per il Trino, il 2026 non sarà solo una questione di pallone al centro, ma di quanto quel pallone possa essere realmente di tutti.
