1908, il calcio arriva a Trino
Ci sono immagini che non si limitano a fermare un istante: trattengono un respiro, una promessa, un’intera stagione della vita.
Guarda questi ragazzi di Trino. Le maglie ben tirate, le fasce sulla fronte, quel modo quasi teatrale di posare: piedi piantati a terra, spalle dritte, lo sguardo di chi crede che il mondo stia finalmente aprendosi davanti a lui. È l’inizio del Novecento, e il calcio in Italia cresce come un’onda: a pochi chilometri di distanza la Pro Vercelli detta la legge del gioco, modella gli stili, incanta chiunque la osservi. Una maestra, un faro. E i giovani trinesi ne respirano l’esempio, lo portano nei movimenti, nella voglia di migliorare, nella fierezza di sentirsi parte di qualcosa che va oltre il paese.
Tutto comincia in Piazza Garibaldi: quattro mattoni per fare una porta, un rettangolo di polvere, qualche giacchetta buttata a terra come linea laterale. Nasce così la Juventus di Trino, e in poco tempo questi stessi ragazzi si ritrovano ad affrontare squadre che fino a ieri erano soltanto nomi letti sul giornale: il Casale, la Pro Vercelli, la Juventus-Torino.
È la bellezza di chi costruisce tutto da zero, senza sapere di star facendo la storia.
E poi c’è quel pensiero che arriva solo quando si guarda la foto con gli occhi di oggi.
Fra pochi mesi – forse un anno, forse solo qualche settimana per alcuni – questi stessi volti saranno lontani da qui. Lontanissimi.
Non più su un campo di terra, ma nelle trincee del Carso, sotto cieli che non promettono nessuna domenica, nessun calcio d’inizio. La Prima Guerra Mondiale li sta già chiamando, uno a uno, e loro ancora non lo sanno.
Ed è proprio questa inconsapevolezza a rendere i loro sguardi così potenti: c’è orgoglio, c’è fiducia, c’è quella giovinezza che non conosce ancora il peso della storia. In quel momento, davanti all’obiettivo, ciò che conta è solo il gruppo, la maglia, il pallone che stringono come fosse un simbolo di appartenenza.
Da questa immagine – da questa energia primordiale del calcio trinese – prende forma il racconto di Dario Biginelli nel suo libro Vecchia Trino: un viaggio nella memoria di un paese che nel pallone ha trovato identità, coraggio e voce.
Un racconto che, ancora oggi, continua a illuminare il presente.
Dal 1908 al 1914 si sviluppò anche a Trino lo sport del calcio. Primo campo, la Piazza Garibaldi, le porte segnate da quattro mattoni o da quattro giacchette.
Iniziò così e si sviluppò nei giovani di Trino la passione calcistica.
Entro poco tempo si formò la prima squadra che si chiamò Juventus, la quale di risultato in risultato, si affermò in campo regionale.
Il tifo divenne così vasto da portare all’acquisizione del “campo delle cipolle” oltre il cimitero israelitico, ove vennero disputate gare ancora oggi famose, contro squadre di rango nazionale, quali il Casale F.C., Pro Vercelli, Juventus-Torino…
La nostra Juventus concorse a diversi campionati facendo bellissima figura.
Immagine colorizzata da originale scattato nel 1914.
Photo Credits: Giuseppe Vanni, “Notizie di calcio trinese (1898-1999)”.