Sfumature di blu

Dal velluto lucido degli anni ’90 alle linee grafiche dei modelli più recenti, le maglie del LB Trino raccontano una storia che va oltre il colore. Una storia fatta di partite giocate anche nel fango o sotto la pioggia, di campionati vinti, di promozioni rincorse. Una storia che passa dalle cuciture e arriva dritta al cuore.

Negli anni della transizione tra A.C. Trino, Trino Calcio, LG Trino e LB Trino, le divise portavano il segno dei tempi e delle ambizioni. C’erano le trame diagonali di ABM, leggere e classiche, oppure i colli a V con colori sobri ma distintivi. Era l’epoca dello sponsor Senior Service, inciso sulle maglie come un marchio di riconoscimento.

Poi arrivarono i primi esperimenti: GEMS introdusse una divisa rossa, lontana dal biancoblu identitario ma utile a distinguersi e lasciare il segno. Seguirono in Serie D Robe di Kappa, Sportika, e per la prima volta Erreà, con modelli lucidi, quasi “metallici”, che riflettevano la voglia di osare. Erano anni in cui il calcio dilettantistico sapeva ancora sorprendere, anche nelle scelte cromatiche.

Nel 2015 Umbro propose una maglia blu notte in stile “Tartan Army” scozzese, ma col tempo fu la tradizione a tornare protagonista. Erreà, ancora una volta con il suo stile pulito, restituì al celeste il posto d’onore, mettendo in evidenza i più inconfondibili simboli che definiscono lo skyline di Trino: i campanili di Santa Caterina, della chiesa parrocchiale e di quella della Confraternita degli Apostoli.

Infine, ed è storia dei giorni nostri, Mizuno, che ha portato in campo un tocco di innovazione: righe spezzate, dinamiche, per raccontare un’identità che evolve, senza dimenticare le proprie radici.

E ora la più recente: la maglia creata per celebrare i 115 anni. Colore acceso, tre castelli sul petto, lo stemma storico della città e l’orgoglio di un traguardo da indossare.

Sono tutte sfumature di blu. Diverse nei tessuti, nelle geometrie, nell’evoluzione dei loghi, ma uguali nel destino. Perché in qualunque epoca, con qualunque sponsor tecnico – Ennerre, ABM, GEMS, Robe di Kappa, Erreà, Umbro o Mizuno – le maglie del Trino hanno sempre avuto una cosa in comune: a fine partita sono bagnate di sudore.

È lì che finisce la grafica e inizia il senso vero del gioco.