Il profumo dell’erba
L’erba del “Picco” porta ancora i segni dell’estate. Il sole di metà agosto scalda i gradoni vuoti, mentre le righe bianche, tracciate da poche ore, disegnano i confini di un rettangolo che per settimane ha custodito solo silenzio. Oggi quel silenzio si spezza, con il pallone, i colori biancoblu e la prima amichevole della stagione 2026-27.
C’è un profumo particolare nei pomeriggi che aprono l’annata sportiva. È l’odore dell’erba tagliata di fresco, misto alla polvere sollevata dai primi scarpini che toccano il campo. È il suono metallico della porta che riceve i primi palloni della stagione, il fischio dell’arbitro che rompe l’attesa, le voci dello staff tecnico che rimbalzano da una fascia all’altra dello stadio.
Per Cristian Spinoglio e i suoi giocatori, la sfida odierna contro la Fulgor Chiavazzese rappresenta molto più di un semplice test estivo. È la prima occasione per vedere insieme, sullo stesso terreno, i volti confermati e quelli appena arrivati: il capitano João Gabriel Brugnera al fianco dei nuovi compagni, i ritorni di Alessandro Canino e Luca Vergnasco, pronti a calpestare un manto che già conoscono, e i giovani del vivaio, alla scoperta per la prima volta dell’emozione della prima squadra.
Il “Picco” custodisce da oltre un secolo la storia sportiva di questa città, e ogni nuova stagione aggiunge una pagina a quella memoria collettiva. Le tribune, oggi popolate da pochi appassionati e da qualche famiglia arrivata in anticipo, si preparano a tornare gremite nelle domeniche che contano davvero. Ma è proprio in giornate come questa, lontane dai riflettori del campionato, che si costruisce l’identità di una squadra: nei primi scatti sotto il sole d’agosto, nei duelli aerei che ridefiniscono le gerarchie del gruppo, negli sguardi tra compagni che imparano a conoscersi.
Trino respira ancora una volta di calcio. E il prato del “Picco”, verde e pronto, aspetta solo il fischio d’inizio per aprire la propria stagione.
Ivo Comazzi